Grazie all'informazione in tempo reale dei propri dati fisiologici (tensione muscolare, respiro, battito cardiaco, onde cerebrali, ecc.) la persona, tramite un training, impara ad autoregolarsi modulando meglio a seconda dei protocolli: le emozioni, l'ansia, l'impulsività, il livello di attenzione, ecc.
L'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è riconosciuto come un approccio psicoterapeutico strutturato e integrato, finalizzato alla rielaborazione di esperienze traumatiche e stressanti. Attraverso un protocollo in otto fasi e l’uso della stimolazione bilaterale facilita l’integrazione adattiva delle memorie disfunzionali.
Tecnica di rilassamento in cui si apprende ad utilizzare la concentrazione mirata per acquisire un equilibrio delle proprie funzioni vegetative.
Pratica di derivazione orientale che, applicata alla psicoterapia, consente di prestare attenzione in modo intenzionale, consapevole e non giudicante al momento presente, osservando ciò che avviene dentro e intorno a noi (pensieri, emozioni, sensazioni corporee e stimoli esterni). Aiuta ad aumentare la consapevolezza di sé e favorisce la regolazione emotiva.
Una tecnica che entra nel nostro immaginario grazie alla narrativa e al cinema. A oggi è utilizzata in modo scientifico, con molta letteratura, per alcune pratiche psicologiche o mediche, ad esempio consolidamento dell'immagine di sé, lavoro sul trauma, lavoro sulle fobie, analgesia, ecc.
Approccio psicoterapeutico che considera l’identità come costruita attraverso le narrazioni con cui la persona organizza e attribuisce significato alla propria esperienza. L’intervento clinico mira a esplorare, ristrutturare e ampliare tali narrazioni, favorendo la costruzione di storie alternative più coerenti, agentiche e orientate alle risorse.